Le auto elettriche contribuiranno a rendere il petrolio sempre meno fondamentale

Una nuova ricerca, commissionata da BNP Paribas, afferma che le future economie basate sulle energie rinnovabili renderanno il petrolio sempre meno competitivo sui mercati ai prezzi attuali. Secondo la ricerca, l’elettricità generata da fonti rinnovabili finirà per erodere il 40% delle quote di mercato del petrolio.

Lo studio si concentra sul concetto di “Energy Return on Capital Invested (EROCI)”, ovvero sulla capacità di produrre energia sulla base di un investimento di 100 miliardi di dollari che può essere fatto in petrolio o in energie rinnovabili. In altri termini, ci si chiede: per un dato esborso di capitale in petrolio e fonti rinnovabili, quanta energia utile si ottiene? Le analisi indicano che a parità di investimento i nuovi progetti rinnovabili (eolico e solare in particolare), sfruttati per la mobilità elettrica, produrranno energia utile alla ruota superiore di 6 o 7 volte rispetto a quanto possibile con il petrolio a 60 dollari al barile, nel caso dei veicoli a benzina. Per i veicoli a gasolio il rapporto e di 3 o 4 volte.

Per continuare a produrre la quantità di benzina che si è resa necessaria nel 2018, l’industria petrolifera dovrebbe spendere 25 mila miliardi di dollari all’anno per i prossimi 25 anni, mentre per produrre il livello di energia dalle fonti rinnovabili il costo si aggirerebbe tra 4600 e 5200 miliardi di dollari.

Attualmente, il 33% dell’energia globale proviene dal petrolio, mentre le energie rinnovabili contribuiscono solo per il 3%. Nel corso dei prossimi 15 o 20 anni il vantaggio competitivo del petrolio è destinato a diminuire per i costi crescenti per la manutenzione degli impianti e per la necessità di sostituire i pozzi esauriti. “Una parte crescente della produzione di petrolio sarà soggetta alla forte concorrenza di una fonte di carburante più economica e pulita”, sostiene lo studio. “Il vantaggio competitivo è destinato a spostarsi decisamente verso i veicoli elettrici rispetto alle auto a petrolio nei prossimi cinque anni. A nostro avviso, questo avverrà molto prima di quanto stimi l’industria petrolifera”, afferma BNP Paribas.

Perché la benzina possa rimanere economicamente competitiva rispetto ai veicoli elettrici alimentati a batteria il costo del petrolio dovrà scendere fino a 9 o 10 dollari al barile, contro i circa 60 dollari dello scambio attuale. Nel caso del diesel, invece, il costo del petrolio dovrà aggirarsi tra i 17 e i 19 dollari.

Più di un terzo del greggio prodotto oggi (circa il 36% secondo lo studio) viene usato a bordo di veicoli che potenzialmente potrebbero essere elettrificati e un ulteriore 5% serve a produrre energia. Questo vuol dire che l’elettricità rinnovabile unitamente alle auto elettriche costituisce una seria minaccia al modello di business del petrolio. “Concludiamo che l’economia del petrolio per i veicoli a benzina e diesel rispetto all’economia alla base dei veicoli elettrici alimentati a energia eolica e solare è ora in declino inarrestabile e irreversibile, con implicazioni di vasta portata sia per i politici che per le major del petrolio”, si legge nel rapporto.

Il maggior numero di fonti di energia rinnovabili porta in dote altri indiscutibili vantaggi. Innanzitutto, benefici ambientali in termini di riduzione dell’inquinamento e di cambiamenti climatici. Ma anche benefici per la salute pubblica, maggiore facilità nel trasporto dell’elettricità rispetto al petrolio, maggiore stabilità nei prezzi di produzione.

“Sia nel caso del diesel che della benzina, i giorni del petrolio come combustibile per i veicoli commerciali leggeri sono contati perché l’economia che prevede progetti eolici e solari di nuova generazione combinata con i veicoli elettrici diventerà irresistibile”, conclude la banca.

Lo studio è molto rilevante nella misura in cui prefigura uno scenario di produzione di energia e mobilità completamente differente rispetto all’attuale. Il progressivo miglioramento delle tecnologie alla base della produzione di energia a partire dalle fonti rinnovabili e delle tecnologie di propulsione elettrica e inerenti l’autonomia delle batterie potrebbero rendere progressivamente superfluo l’uso del carburante basato su combustibili fossili.

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